Scrivere un romanzo usando la struttura

Gaspare Burgio

Oggi parlo di un argomento che fa arricciare il naso ad alcuni e gioire altri: la struttura di un romanzo. Per alcuni è un modo di imbrigliare la creatività, per certi altri invece un’indispensabile piattaforma di lancio per far librare una trama. Da che parte sei?

Intanto vediamo di cosa si tratta e vediamo anche uno schema strutturale che dovrebbe accontentare un po’ tutti.

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Lo scrittore per farsi conoscere deve regalare. Sì, certo, mo’ me lo segno…

Marco Freccero

mareMolto metafisica l’immagine, vero? Vero? Vero??

Quello che si dice in giro, è che se scrivi devi farti conoscere. E per farti conoscere, devi regalare. E però non basta regalare, ma regalare qualità. Ma regalare che cosa? Ebook, e di che stiamo parlando, di cicoria? Ebook, racconti, o roba del genere.
Io concordo in tutto e per tutto, ci mancherebbe altro. Sarei matto se la pensassi in maniera differente. Matto come un cavallo. Adesso una domanda semplice semplice: me lo regali tu il tempo per fare tutte queste cose?

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9 Regole per scrivere fantasy

Gaspare Burgio

Al mio solito pubblico un articolo lungo, questa volta di natura differente.

Parlerò infatti di fantasy. Genere che non tocco nemmeno con un bastone lungo 3 metri.
Un editore fresco fresco di fondazione (se ne sentiva la mancanza, sono 2700 e basta) ha detto testuali parole che la fantasy ha rotto il c*zzo. In realtà quello che ci ha rotto è la romance travestita da fantasy, perché mi pare che nessuno qui possa rinnegare Martin.

Vediamo quindi come si scrive fantasy che funziona. Almeno a grandi linee.

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Intrattenere è una nobile arte

Plutonia Experiment

IntrattenitoreSuccede che un paio di giorni fa un amico mi fa leggere l’intervista a un blogger che un tempo si occupava di fantastico.
In questa intervista, dove si parla di tutto e di niente, il soggetto in questione ci tiene a ribadire di aver superato la fase infantile in cui si occupava di narrativa di intrattenimento (in particolare di horror), perché ora che è grandicello (credo viaggi verso i 50 anni) preferisce la letteratura in grado di suscitare vere emozioni e di lasciare qualcosa dentro. Frasi alla Fabio Volo, che fanno specie soltanto perché è un ex addetto ai lavori a pronunciarle.
La cosa non dovrebbe toccarmi più di tanto – tutti fanno scelte, e pure io ho annullato alcune passioni che fino a una decina di anni fa mi sembravano irrinunciabili – ma ogni volta che il sano lavoro di intrattenitore viene svilito non riesco a stare zitto e…

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Dubbio ed emozione sono il cuore della scrittura

Pensieri che condivido. Non categorizziamo troppo. Mischiamo, come sulla tavolozza, per creare un nuovo colore, più bello.

Carta Traccia

right-brain-left-brain-ss-1920-792x600 lo Gli articoli “Raccontare è dimostrare” di Anima di Carta, e “Un’idea non fa una storia” o “Perchè pianificare un romanzo” di Penna Blu, e tanti altri commenti incrociati e scritti su altri blog, mi hanno dato da pensare.

Da qualche decennio, parlare di buona scrittura significa soprattutto parlare della sua componente razionale: la progettazione preliminare, la coerenza interna del romanzo. E poi le teorie degli studiosi, i tre o quattro archi, gli archetipi, e molte altre teorie.
Ci si prende spesso gioco dello scrittore immaturo, che aspetta l’ispirazione e vomita pagine e pagine che il giorno dopo gli sembreranno orribili.

La componente razionale è necessaria nella scrittura, soprattutto nei romanzi: se è assente, il complesso non sta in piedi. Ma la razionalità non è il bello, non è il cuore della scrittura. Non è lei che ti spinge a scrivere, non…

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Untitled (AKA deliri)

Interessante modo di vedere le cose che mi trova abbastanza concorde.

le mele del Silenzio

Ho letto un articolo. L’ennesimo, ultimamente, col quale non mi trovo del tutto d’accordo.
A volte mi viene proprio voglia di abbandonare social vari per poter fare a meno di incappare in post o commenti che mi avvelenano il sangue. Solo che, anche per motivi di lavoro, al momento non mi è possibile. Quindi continuo, anche se so che non dovrei, a leggere link che poi mi fanno incavolare/rabbrividire/ecc. Non è esattamente questo il caso, ma ha indubbiamente contribuito a riportarmi su un argomento che recentemente ha fatto furore, almeno tra i lettori, ovvero la campagna #ioleggoperché. E io ho sentito la necessità impellente di dire la mia, circa, sulla cosa. Praticamente, ho deciso di creare un post che potrebbe avvelenare il sangue di altri. O avere ulteriori ripercussioni sul mio sistema nervoso. Vabbè. Predico bene e razzolo male.

Comunque.
Il punto che mi rende perplesso è quello che, riassunto, fa circa…

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È davvero difficile scrivere?

Marco Freccero

blog e autorevolezza

Ma è davvero difficile scrivere? In fondo basta mettersi davanti allo schermo di un computer e schiacciare i tasti della tastiera. La storia viene da sé, è sufficiente seguire i fatti, quei fatti, sì. Che abbiamo raccontato al pub un paio di sere fa, e tutti erano impressionati. Talmente impressionati che alla fine qualcuno (chi? Non importa) ha detto: “Guarda, dovresti scrivere. Con tutta la porcheria che c’è in giro…”.
Quindi scrivere è aggiungere “qualcosa” alla porcheria che è già nelle librerie? Non è proprio così.

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