IL TRITTICO DELLE MERAVIGLIE – Persone che potresti incontrare sul web

Internet oggigiorno è alla portata di tutti. Non usufruire di questo servizio potrebbe risultare menomante, quasi razzista. Ho letto, mesi fa, di una donna, un’insegnante inglese ormai in pensione, che voleva commettere suicidio assistito (leggasi eutanasia), perché vivendo da sola e non sentendosi più parte di questa società che va a mille allora, avrebbe finito per trasformarsi in un derelitto. Non ricordo se poi sia andata fino in fondo e se le abbiano permesso di fare ciò che voleva, ma bando alle ciance. Voglio concentrarmi per un istante sui social network, sui forum e su tutti quei servizi del web dove è possibile interagire con altri esseri umani, o presunti tali.

Dopo la mia quasi decennale esperienza, pur con tutte le lacune del caso, credo di aver categorizzato tre tipologie di persone che si possono incontrare sul web, ed è interessante capire anche il motivo per cui questi “esseri” si comportano in questo modo.

L’ACCONDISCENDENTE. È la tipica persona con sogni repressi, volontà fluttuanti e desideri irraggiungibili. Vorrebbe fare qualcosa della propria vita, qualcosa che la renda speciale e non c’è nulla di male in tutto questo, senonché questo tipo di “essere” pecca in originalità e voglia di fare. Si accoda allora a chi ha già macinato tanta strada, a chi ha fatto molto e si è creato un nome. Supporta questi personaggi con costanza e ammirazione instancabile. A volte questa persona si rivede nei personaggi che segue religiosamente come un discepolo e crede che, da qualche parte, loro stiano pensando a lei. Li commenta, li elogia, li supporta, a volte con frasi sdolcinate, diabetogene e al limite dell’inverosimile. Apprezzabile, fino a un certo punto, ma dopo un po’ il troppo stroppia.

L’IPERCRITICO. È il bastian contrario per eccellenza. Se tutti vanno da una parte, lui per spirito di conservazione della propria specie, si deve fiondare dalla parte opposta, come in una sorta di bizzarro contrappeso sproporzionato. È la persona frustrata, infelice di ciò che ha, desiderosa sempre dell’erba del vicino. E magari un po’ di erba (dicasi cannabinoidi) le farebbe anche bene per rilassarsi. Deve criticare sempre l’agito degli altri, anche sconosciuti. Lui ne sa sempre, di argomento si stia parlando, lui è il depositario di tutto lo scibile umano. Il mondo non può prescindere da lui, ma lui può prescindere dal mondo. Infastidisce il suo atteggiamento aggressivo, spesso qualunquista e accusatorio. Gli altri non possono fare nulla che lui non debba condannare come sbagliato o eticamente discutibile. Con questa persona non si possono avere idee alternative, non si può discutere come con qualcuno dalle ampie vedute. Verrebbe da chiedersi che cosa abbia trasformato queste persone in quello che sono. Qualcuno forse gli ha rubato il gatto?

L’INDIFFERENTE. È la terza tipologia, meno numerosa delle due precedenti. È la persona, a volte un po’ superficiale come l’ipercritico, a volte semplicemente superiore, per credenza autoindotta o autosuggestione positiva. I propri pensieri, le proprie idee sono un coacervo di contraddizioni e di pregiudizi, ma assorbono totalmente questo terzo “essere” e lo rendono incompatibile con il confronto aperto verso gli altri. Non gli importa nulla di ciò che accade attorno, perché la sua vita è il centro dell’universo. I tratti narcisistici superano visibilmente i tratti istrionici del cugino meno evoluto, ovvero l’ipercritico e lo depositano, come poc’anzi sottolineato, sul proverbiale piedistallo. A suo dire, anche silenzioso in parecchi casi, lui non si pone su un livello superiore, lui è superiore, per citare una frase di fantozziana memoria. Persona discreta e poco interessata, assimilabile agli dèi epicurei che vivevano negli intermundia.

Infine, piccolo inciso. A completare questo breve corollario, c’è l’eccezione che conferma la regola.

Il DELUSO. È un utente del web molto particolare: razza in via d’estinzione, molto rara, minacciata dalla virulenza della società virtuale odierna. È l’unico tipo di “essere” che si pone delle domande, che vuole approfondire gli argomenti citati da altri e che non si ferma all’apparenza. Il fattore di rischio della sua scomparsa è la frustrazione che prova e che spinge al suicidio i suoi ideali nel vedere la peste che ammorba il mondo attorno a lui. Non capisce le dinamiche di molti dei suoi parenti sopra citati e si sforza con tutto se stesso di non farsi venire delle ulcere gastriche, ma senza speranza. Altro problema grosso che ha è la paura di esprimere le proprie idee a causa del cugino ipercritico che, infischiandosene della persona che sta dietro a determinate parole, attacca sempre e senza pietà, demolendo idee, pensieri, aspettative e sentimenti sconosciuti, infischiandosene dei danni provocati.

Non voglio attaccare o condannare nessuno. Si scherza, lo sapete. Però ugualmente voglio farvi riflettere su quello che molto spesso ho notato su internet e forse su quello che molto spesso faccio anch’io. Incontro per caso persone come queste, oppure le leggo da qualche parte e non posso che domandarmi, ma davvero dobbiamo arrivare a questo punto? Possibile che non si possa esprimere le proprie idee senza cadere nella rete di questi “esseri”. Ognuno ha pregi e difetti, io per primo, ma quello che dico sempre è: pensate con la vostra testa. Non dovete obbligatoriamente accodarvi alla massa, come fedeli pecoroni di un movimento pseudo-culturale del momento. Non dovete sempre e comunque condannare gli altri, soprattutto senza conoscerli. E non dovete per forza sentirvi superiori. Nessuno è perfetto e forse, potrei dire che la bellezza di noi tutti sia la nostra imperfezione.

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